Oggi approfondiamo la conoscenza di una bella realtà che ha sede a Milano, la Fondazione Bullone.
L’abbiamo conosciuta il 7 maggio partecipando di persona alla riunione di redazione del giornale Il Bullone, pubblicato dalla Fondazione, che si è tenuta presso La Conca Social Bar, un’associazione non profit che organizza attività per ragazzi con disabilità all’interno di un bar a Milano, in zona Darsena.
La Fondazione Bullone è nata all’inizio degli anni 2010. Il nome richiama quell’elemento di giunzione il cui fine è unire due o più parti, girando la vite in senso orario. Significa la volontà di andare in una direzione che permette di costruire ponti di solidarietà, lavorando insieme per un futuro prospero. Volontà e direzione che In&Aut condivide pienamente.
L’origine della Fondazione Bullone è da ricondurre alla storia di Bill Niada, imprenditore milanese di successo che ha dato vita a progetti e organizzazioni non profit di rilevanza internazionale. Nel 2003 la primogenita Clementina muore precocemente a 11 anni a causa di un neuroblastoma. Il padre, insieme alla moglie Emilia, decide di trasformare il dolore in opportunità per ridestare nel prossimo la speranza. Nel 2004, in onore di Clementina, nasce la Fondazione Magica Cleme Onlus, col fine di portare gioia ai bambini malati affinché non sentano eccessivamente il peso della malattia. Questa esperienza conduce Niada a dare vita, nel 2012, all’impresa sociale Near, un nuovo modello di Social Business in cui l’attività economica e il fine sociale coincidono. E poi alla Fondazione B.Live ETS, che ha avviato innumerevoli attività fra cui appunto il giornale Il Bullone. Un giornale ideato e realizzato dai B.Liver, i beneficiari della Fondazione, adolescenti e giovani adulti con patologie gravi o croniche, che si propone come fonte d’ispirazione per la società verso lo sviluppo di una nuova sensibilità. Ispirazione di cui tutti noi abbiamo bisogno, del resto, per trovare nuove strade che diano benessere a noi stessi e al mondo che ci circonda.
Partecipare alla riunione di redazione de Il Bullone è stato speciale, un’occasione preziosa per incontrare nuove persone che condividono principi, volontà, direzione del cammino. Sono state due ore e mezza circa di riunione, che in realtà sono passate velocissime, in cui si è dialogato anche con partecipanti da remoto su una varietà di temi: il valore della persona umana, l’importanza di rispettare la dignità di ognuno sempre e comunque, l’intelligenza artificiale da conoscere e non demonizzare, l’imprescindibilità della cultura, e tanto altro. È stato un incontro in cui abbiamo avvertito che stavamo davvero crescendo insieme, ciascuno condividendo e arricchendosi nella conoscenza di un mondo in continua evoluzione e che riserva continuamente contraddizioni con cui si devono fare i conti.
Ci siamo portati a casa soprattutto una rafforzata consapevolezza che per costruire i ponti, per unire come fa il bullone, occorre promuovere la cultura dell’incontro. E che il benessere sociale non è un obiettivo da conseguire, bensì una condizione indispensabile per una vita sostenibile. Torna alla mente il prezioso insegnamento del grande filosofo romano Seneca: se vogliamo vivere per noi stessi, dobbiamo vivere per l’altro!