Da quando Sergio Mattarella ricopre la carica di Presidente della Repubblica Italiana ha sempre dimostrato una particolare sensibilità verso la causa delle persone con disabilità. Per questo vogliamo dire con il cuore “Grazie, Presidente!”.
Un’ulteriore dimostrazione è stata la sua recente visita, a Pompei, alla cooperativa “Il Tulipano”, che si occupa di inserire nel mondo lavorativo persone con disabilità cognitiva e autismo. Mattarella ha incontrato i ragazzi che formano la cooperativa e ha fatto le foto di rito con loro. Non è la prima volta che il Capo dello Stato si presta ad iniziative di questo genere. Più volte, per esempio, ha incontrato l’atleta paralimpica Bebe Vio e ha ricevuto al Quirinale l’attivista politico Iacopo Melio, realizzando con lui uno scatto naturale dove si vede l’attenzione umana che il nostro Presidente della Repubblica ha verso il tema.
L’attenzione del Capo dello Stato per la disabilità deve rappresentare un monito potente per la politica, che deve sentirsi richiamata, tutta, senza distinzioni di colore politico, a fare sempre di più per i diritti delle persone con disabilità. La visita di Mattarella costituirà sicuramente un ricordo indelebile per le menti e i cuori dei ragazzi che compongono la cooperativa “Il Tulipano”, un ente che riveste sicuramente un ruolo importante nelle loro vite e che dà loro la speranza di avere un futuro lavorativo.
L’articolo 1 della Costituzione, del resto, sancisce che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, che è un diritto di tutte le persone, di conseguenza il mondo professionale deve essere aperto a tutti, incluse ovviamente le persone con disabilità. Purtroppo in molti casi, e soprattutto per quel che riguarda le disabilità cognitive, non è così. La legge, per via dei retaggi di un mondo passato, ad oggi tende a favorire solamente le persone con una disabilità fisica, che è comunque un risultato. Ma molto spesso, per chi ha invece una disabilità cognitiva o psichiatrica, il mondo del lavoro resta completamente chiuso.
I dati indicano che le assunzioni di persone con disabilità cognitiva sono molto poche e il quadro normativo non aiuta. Esiste la legge 68 del 1999 che obbliga le aziende con più di quindici dipendenti ad assumere almeno una persona con disabilità, ma molte aziende scelgono di pagare una sanzione anziché assumere. Bisogna anche dire che molto spesso le aziende non hanno le condizioni per assumere una persona con disabilità, perché non vengono sostenute nella pratica degli inserimenti. Inoltre la legge presenta numerose lacune, una su tutte è il fatto che è aggiornata al 1999, oltre venticinque anni fa, e quindi ignora completamente tutte le innovazioni tecnologiche che ci sono state negli ultimi anni, come l’avvento dell’intelligenza artificiale o dei social network, autentiche rivoluzioni nel mondo del lavoro.
Cooperative come “Il Tulipano” possono essere fondamentali nel costruire dei percorsi di ricerca del lavoro che siano mirati e basati sulle difficoltà delle persone aventi una disabilità cognitiva. In questo caso per far capire alle imprese o agli enti pubblici che le persone con determinate difficoltà, inserite in un ambiente pensato per le loro esigenze, possono essere molto funzionali.