Lungo la via della Speranza

Il 24 dicembre 2024, con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro da parte di papa Francesco, ha avuto inizio l’anno giubilare dal titolo “Pellegrini di Speranza”. La speranza, come ha notato il Pontefice, non si vede eppure è potente e consente a chiunque di rialzarsi, in ogni circostanza. Le persone etichettate con disabilità sono considerate tra le categorie più vulnerabili in quanto facilmente soggette a discriminazioni e impedimenti da parte della società: sono viste spesso come pesi ingombranti e non come risorse umane in grado di contribuire alla maturazione dei frutti nel nostro terreno comune. Ma è proprio nelle suddette discriminazioni e nei suddetti ostacoli, è bene ribadire, che risiede il concetto di disabilità.

Il 28 e 29 aprile scorsi si è svolto il Giubileo delle persone con disabilità, con parecchi gruppi che si sono apprestati ad attraversare la Porta Santa. Le due giornate hanno visto la partecipazione di diecimila pellegrini, con famigliari e accompagnatori, provenienti da oltre novanta Paesi del mondo. Nell’occasione la Via della Conciliazione a Roma, che collega Castel Sant’Angelo a San Pietro, s’è arricchita di una quarantina delle cosiddette “vie della speranza”, ovvero piccoli gazebo che trattavano di esperienze e iniziative a sostegno delle persone con disabilità, nei più svariati ambiti.

È stata un‘occasione davvero preziosa per scuotere le coscienze e sottolineare ancora una volta l’importanza di costruire continuamente ponti di solidarietà e di fratellanza; di promuovere la cultura dell’inclusione e l’eliminazione delle barriere che separano l’altro da noi stessi; di far sentire la propria voce al mondo intero. Si tratta di creare cordate di solidarietà al fine di riuscire tutti insieme ad affrontare le avversità della vita. Affinché nessuno, davvero, resti indietro. La speranza è quella luce che ci permette di vedere oltre il dubbio e oltre l’ostacolo. Abbiamo il dovere di essere luce per coloro i quali giungono a chiederci aiuto. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che la speranza è figlia della fede e quest’ultima opera per mezzo della carità, come si legge nella prima Lettera di San Paolo ai Galati.

Il monito che le giornate del Giubileo delle persone con disabilità hanno rivolto alla collettività è quello di non stancarsi mai di accompagnare il prossimo a realizzare i propri sogni al fine di progredire nella pace. Dobbiamo maturare la consapevolezza che la pace consiste in un cammino da intraprendere insieme, prendendosi per mano. Soltanto se nessuno rinuncerà a progredire in queste condizioni sarà possibile superare gli ostacoli e godere pienamente della bellezza della vita.

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