Domenica 5 ottobre è stato un giorno molto intenso per l’assessore alle Politiche di Genere e Pari Opportunità della regione Sicilia, Domenica Calabrò, che ha partecipato a una serie di eventi accomunati dal taglio sociale. Tra questi era incluso anche quello dell’associazione “Città Agorà Autismo” che, per le strade di Palermo, ha organizzato una serie di laboratori artistici pensati per costruire ponti verso le istituzioni. Un obiettivo non sempre facile da realizzare di questi tempi.

Il rapporto tra il mondo dell’associazionismo e le istituzioni è sempre abbastanza complesso. Anche perché in tale rapporto intervengono spesso dinamiche burocratiche che possono risultare estenuanti. Accade a volte, anche, che chi occupa un ruolo istituzionale fatichi a comprendere le reali esigenze delle associazioni, spesso composte da famiglie che hanno molte difficoltà, quotidiane e concrete, con i loro figli e che quindi dispongono di tempo e risorse. Per cui è oltremodo importante e utile promuovere eventi di questo tipo che, combinando arte, comunicazione e partecipazione, possono creare legami duraturi per il futuro non solo delle vite di persone autistiche ma di chi ha in generale una disabilità.

L’auspicio è che la partecipazione a questi eventi, come nel caso dell’assessore Calabrò, serva alla politica e alle istituzioni per comprendere i reali e concreti bisogni delle persone con disabilità. Che però trovano spazio ancora non sufficiente all’interno del dibattito pubblico nazionale. Forse perché non è una tematica “di moda”. Forse perché non produce molti “like” ai post sui social.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario che le istituzioni e la politica sviluppino un nuovo metodo di approccio: che sia dedito all’ascolto continuo e non sporadico delle associazioni, al confronto sulle questioni concrete, non a fare promesse che poi di rado possono essere mantenute. Serve che gli interlocutori istituzionali e politici si applichino nel conoscere in maniera approfondita queste realtà. Solo così sarà possibile prendere provvedimenti, formulare leggi che siano efficaci nel fornire garanzie alle persone con disabilità e alle loro famiglie, già gravate dalle preoccupazioni per l’avvenire dei propri figli.

Ben vengano allora eventi come quello di Palermo, perché di creare ponti c’è sempre bisogno. Ma in alcuni casi questi ponti all’interno della società esistono già: tra organizzazioni con varie specificità, storie e competenze, e tra queste e le famiglie. Alle istituzioni e alla politica spetta il compito, decisivo, di rinforzare questi ponti, di renderli più belli, robusti e grandi. Di creare cioè le condizioni, anche dal punto di vista del supporto finanziario, affinché questi ponti possano essere attraversati da sempre più progetti e iniziative. Perché da ciò dipendono le prospettive di vita di tante persone.

https://www.siciliaunonews.com/2025/10/autismo-in-agora-festa-dei-nonni-e-good.html

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