Non siamo che ricchezze

Dall’8 al 10 ottobre, nel contesto dell’Università Bocconi, si è svolta la tredicesima edizione de “Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale”. Si tratta dell’evento più importante in Italia sui temi di sostenibilità. Il titolo di quest’edizione era “Creare futuri di valore”: altro non è che la nostra missione, per la quale ognuno di noi è chiamato a scendere in campo e con urgenza.

Al riguardo pare opportuno ricordare l’insegnamento di papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’, dove ci esortava a considerare il prossimo un fratello e una sorella con cui condividere un comune terreno. Si legge nell’Enciclica: “Non ci sono due crisi separate, una ambientale e una sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale”.

Un altro insegnamento prezioso da tenere a mente è quello di Santa Teresa di Calcutta: quello che ognuno di noi può fare, ci ha insegnato, non è che una goccia d’acqua, ma senza quella goccia d’acqua l’oceano sarebbe più piccolo. Tutti noi, quindi, siamo chiamati ad innaffiare il nostro terreno. Ad averne cura con amore e costanza. Per far maturare i suoi frutti.

Questa è una ricchezza, una ricchezza primaria, di cui nessuno può fare a meno. Per questo motivo, con la nostra “formidabilità”, cioè ognuno nel suo modo unico di essere “formidabile”, siamo chiamati appunto a innaffiare il terreno e ad averne cura. Affinché i frutti possano germogliare e il loro benessere perdurare. Perché la felicità e la pace non sono punti d’arrivo, bensì le condizioni indispensabili per una vita sostenibile. Sempre papa Francesco poneva l’accento su un’ecologia che dev’essere integrale, non parziale, di cui il “Movimento Laudato Si’” fornisce la seguente definizione: “Trasformazione dei cuori e delle menti verso un maggiore amore per Dio, per gli altri e per il creato”. Soltanto se accettiamo di progredire in questa direzione, prendendoci per mano, riusciremo ad essere costruttori di un futuro prospero e di valore.

Festival In&Aut, che fin dall’inizio ha posto a suo fondamento i principi di valore e sostenibilità, promuovendo l’inclusione sociale e lavorativa delle persone autistiche, ha avuto il piacere di partecipare al Salone CSR nella persona del consigliere Alberto Balestrazzi. Nel suo intervento Balestrazzi ha espresso preoccupazione per la situazione attuale del mondo dell’autismo. Ha sottolineato che parlare di autismo significa parlare di una realtà che oggi riguarda almeno il 2% della popolazione. Ma al compimento del diciottesimo anno d’età, non si è più considerati autistici: magicamente, l’autismo sparisce. Questo, ha sottolineato Balestrazzi, crea grossissimi problemi nel mondo del lavoro, dove vediamo che la disoccupazione delle persone autistiche raggiunge il 90%, contro il 47% su altri tipi di disabilità: il 90% vuol dire un’esclusione praticamente totale dal mondo del lavoro!

Nel corso degli anni, al fine di tutelare le persone autistiche nel mondo del lavoro, sono state emanate specifiche leggi che i datori di lavoro sono obbligati a osservare. Tuttavia esiste un principio sul quale ognuno di noi, a cominciare dalle istituzioni, è chiamato a vigilare: siamo dotati di un valore e di una dignità che sono inestimabili, perciò non esiste individuo che non sappia rendere il mondo migliore. Dobbiamo quindi porci l’obiettivo di aiutare a costruire un mondo del lavoro in cui le persone con autismo, come tutte le altre, siano considerate non “problematiche” ma ricchezze in grado di contribuire ai successi di tutti, a costruire appunto futuri di valore.

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